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Lettera aperta di alcuni preparatori atletici ad AIPAC

Al termine del corso federale per preparatori atletici di calcio svoltosi ad aprile/maggio scorsi, alcuni colleghi hanno scritto una lettera al Settore Tecnico della FIGC, facendo il punto della situazione sul riconoscimento e il ruolo di questa figura nel mondo del pallone, sia in prima squadra sia nei settori giovanili. Una lettera che, come scrivono, vuole essere un punto di riflessione e di stimolo e che chiama in causa gli enti competenti.

Leggi il testo della lettera

Buongiorno,

questa lettera viene scritta dopo un aperto confronto e dibattito tra persone laureate in scienze motorie o diplomate ISEF, abilitate come preparatore atletico al corso centrale di Coverciano e spesso in possesso pure del diploma UEFA B di allenatore, accompagnato anche, tante volte, dal master universitario in Teoria e Tecnica della Preparazione Atletica nel Calcio, organizzato dalle Università di Pisa e Verona.

Le righe sopra portano penso ad una immediata considerazione: le persone sopra nominate sono le uniche che per calcare un campo di calcio sono in possesso di una istruzione ed una cultura consolidata per permettersi di suggerire, organizzare, proporre, correggere, valutare, monitorare, delle attività inerenti al più bello e diffuso sport che si pratica nel nostro bel paese.

Detto questo, si supporrebbe che la collaborazione con tali professionisti del movimento debba essere sicuramente ricercata da tutti coloro che vogliono un lavoro di qualità inerente a tale sport. 

Non solo. Si dovrebbe supporre che gli enti competenti, Coni, Figc, Settore Tecnico, siano in grado di tutelare al meglio la figura del preparatore atletico. Invece la situazione è molto distante da qualsiasi più rosea supposizione in merito. Diventa importante cercare di far capire a chi guarda da fuori, a chi non è così esperto del settore, chi è il preparatore atletico, cosa ha fatto, cosa fa e cosa potrebbe fare. Facciamo un breve excursus.

In Italia si sa che di allenamento sportivo ne possono parlare tutti, ogni persona che ha messo piede almeno una volta in una palestra o in un centro sportivo si ritiene in grado di poter dare consigli su tutto ciò che riguarda l'allenamento di qualsiasi genere e sport. Signori miei però NON è così!

Si parla di SALUTE!!! Portiamo un esempio. Si può tranquillamente affermare che colui che affida la propria preparazione motoria ad una persona che non abbia le carte in regola per poter essere un esperto di movimento è come se decidesse di farsi operare ad un ginocchio da un chicchessia qualunque che non è medico, ma si spaccia per tale perché ha subito tanti interventi al ginocchio.

Adesso immagino le tante facce sorridenti  che nell'espressione dicono : "Va bene dai, non si può affermare  che insegnare uno squat sia paragonabile ad operazione chirurgica..." 

La risposta si leggerebbe nel sorriso beffardo di chi ha fatto tale affermazione, in quanto già sapeva ancora prima del vostro di sorriso, quale sarebbe stata la vostra interpretazione.

SÌ, è paragonabile, perché quello squat eseguito nel modo non corretto, nel tempo porterà a tanti di quegli scompensi e problemi, da muscolari ad articolari, che un’operazione chirurgica sarà l’ultimo dei problemi che si dovrà affrontare.

Ricordo una frase sentita all'università. Un professore di medicina dello sport entrò dalla porta sbattendola e disse, "RICORDATEVI CHE LO SPORT FA MALE". Lì per lì si rise. Lui però continuò e disse: "Alla fine delle mie lezioni lo capirete!".

Aveva ragione. Lo sport fa male. SÌ, fa male, perché lo sport è competizione, è andare oltre i propri limiti. Non stiamo parlando di fitness, stiamo parlando di competizione che alla lunga logora il fisico e logora la mente. Chi, in tutto questo, si farebbe seguire dal primo che passa? Anche qui il ruolo del laureato in scienze motorie risulta fondamentale, per la carriera dell’atleta, per evitare infortuni, per garantirgli di esprimersi al meglio con il minimo dei rischi ecc... Si lascia sempre a chi legge le opportune altre valutazioni!

Ora rientriamo nel mondo nel calcio, dove la situazione diventa ancora più complicata.

Secondo le norme federali, chi svolge la professione di preparatore atletico nel calcio e si voglia tesserare sotto questa categoria, deve aver almeno effettuato una triennale in scienze motorie, ed essere riuscito ad entrare al super corso di Coverciano per ricevere l'abilitazione. E fin qui si direbbe tutto ok. Sicuramente una cosa giusta e seria. Però, come spesso accade, non sempre tutto funziona così. Se c'è una normativa, tranquilli che c'è anche una scappatoia!!! Tante situazioni agli addetti ai lavori sono note.

Si pensi per esempio alla figura del famigerato collaboratore tecnico che, senza nessuna abilitazione, può tranquillamente fare il preparatore atletico. Gli basterà la presenza di un prestanome che potrà essere pagato, magari anche poco, per starsene a casa. Già qui dunque, la prima controversia.

Passiamo ai settori giovanili. Qui non esistono obblighi e norme specifiche da seguire. Si lavora con ragazzini in età evolutiva e quindi nella delicata fase dello sviluppo psico-fisico-motorio. Ogni intervento dovrebbe essere calibrato nei minimi dettagli. È necessaria, ancora di più, la massima attenzione perché si sta lavorando su un giovane atleta che non dovrà solo rendere al massimo, ma anche il più a lungo possibile, evitandogli qualsiasi tipo di problematica futura. Egli è, e dovrà essere, per gli anni futuri, una risorsa fondamentale ed importantissima per la società. Non si possono avere dubbi nell’affermare che la valorizzazione di tale risorsa non possa essere perseguita da chi non ha le dovute competenze.

Nella realtà attuale non esiste una norma che obblighi la presenza di un preparatore abilitato al corso di Coverciano per poter esercitare nel settore giovanile di una società calcistica, né professionistica né ovviamente dilettantistica. Tali società, quindi, ricorrono a neo laureati in scienze motorie o spesso a studenti ancora in corso per ricoprire tali ruoli. L’importante è che il rimborso spese mensile per la società sia irrisorio. Si potrebbe dare quindi colpa esclusiva alle società che nulla investano sulla figura del preparatore atletico, professionista abilitato. Ma si sa: se la normativa in materia è carente e latitante, ognuno a casa propria può fare come meglio crede. Attualmente quindi la situazione della maggior parte dei preparatori atletici abilitati è veramente critica.

Una svolta dovrebbe partire dagli enti competenti. Un cambiamento delle norme che obblighi il tesseramento, per esempio nelle società professionistiche, di solo preparatori atletici abilitati, sarebbe già un bel passo avanti. Certo, sarebbe da portare tale norma anche nelle società dilettantistiche. La figura del preparatore abilitato non dovrebbe mancare nelle importanti società di serie D. Nelle società dilettantistiche  aventi la scuola calcio si dovrebbe rendere obbligatoria la presenza di almeno un preparatore atletico abilitato che coprisse il ruolo di responsabile della preparazione atletica  e di recupero funzionale attivo degli atleti di tutta la società. Questo porterebbe nel territorio ad una valorizzazione notevole della figura professionale del preparatore.

Queste sono delle idee banali probabilmente ma che potrebbero migliorare la realtà attuale. Sono idee che farebbero arricchire tutto il movimento nell’ambito del calcio, dello sport, dell'Italia.

Sicuramente un aumentare della professionalità di coloro che esercitano nei settori giovanili porterebbe ad un minor abbandono dell’attività sportiva da parte di tanti giovani atleti calciatori e magari la possibilità di trovare qualche talento in più visto che ultimamente in Italia sembra che per essere talentuosi necessariamente bisogna essere nati fuori dai nostri confini.

Queste poche righe riassuntive dell’aperto confronto tra le esperienze vissute da tanti attuali preparatori atletici abilitati e qualificati provenienti dalle più svariate località d’Italia, vuole essere un punto di riflessione, uno stimolo forte e chiaro per gli enti competenti che sembrano attualmente molto distanti dal conoscere nei minimi particolari l’attuale situazione a riguardo. L’inizio del cambiamento, della crescita del movimento calcio sotto questo aspetto è di loro sicura competenza e troveranno sicuramente un forte appoggio sul territorio se si decideranno ad intraprendere un cambiamento normativo in merito.

Nell'attesa di una appropriata interpretazione e valutazione di quanto scritto sopra i preparatori atletici abilitati F.I.G.C. al corso centrale tenutesi a Coverciano tra aprile e maggio 2016 porgono i loro più cordiali saluti.

Firmato: un gruppo di preparatori atletici professionisti abilitati F.I.G.C. al ''Corso preparatore atletico '' tenutesi  a Coverciano nei mesi di aprile e maggio 2016.  

DALLA RIVA BENIAMINO,  ZANELLA LAMBERTO , SPIGHI FABIO, FORLINI MATTEO, GAROFALO LUIGI,  SASSO DIEGO, GRITTI MICHELE, TORINO ALESSIO, MUSA GIOVANNI, PICCINI SILVIA, PETRICHIUTTO NAZARENO , TARQUINI LORENZO,  GALVANIN CARLO, DI PIETRO MARIO, ROSSELLI RICCARDO, FACCIA GABRIELE, NERO ROMEO, CARA ARIANNA, PARABITA CHRISTIAN, BOVINO NICOLA, ZOILA LEANDRO, CALECA SALVATORE, FABI STEFANO, DE FAVARI ANDREA, MORDILLO ENRICO, IMPROTA CIRO, PASINI FRANCESCO, MELANI STEFANO, CASTALDO DAVIDE, TALOTTI ALESSANDRO, MICHELI ALESSANDRO.

Referenti per il gruppo preparatori atletici :
prof. Lamberto Zanella        cel. 3470749769  e-mail: 
lambertozalla@tiscali.it
prof. Beniamino Dalla Riva cel. 3286545647   e-mail: 
cmp.ben@gmail.com

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